La commissione speciale sulla tossicodipendenza istituita il mese scorso per trattare con continuità l’emergenza droga sembra un miraggio. E stamani, ad un mese dall’approvazione unanime in consiglio comunale, il Movimento 5 Stelle ha chiesto alla giunta che fine abbia fatto la commissione visto che – hanno spiegato i consiglieri pentastellati in un comunicato – “non si è mai riunita né vi è in calendario una sua convocazione”.  Non solo, il M5S ha chiesto anche dove sia finita oggi quell’emergenza droga di cui prima dell’estate s’è fatto un gran parlare e se non convocare la commissione non sia una mancanza di rispetto per i pratesi.

La risposta dell’amministrazione non si è fatta attendere e forse dimostra come la commissione speciale sulla tossicodipendenza sia un oggetto oscuro e misterioso anche per coloro che ne fanno parte.  “Come i consiglieri del M5S ben sanno, convocare una commissione senza che sul tavolo ci siano i risultati dei dovuti rilievi per pianificare una strategia davvero incisiva, sarebbe un costo superfluo – ha spiegato in una nota Gabriele Alberti, PD e membro della commissione, tralasciando però il fatto che la commissione speciale non prevede alcun rimborso.

“Lo stesso appellativo di Commissione speciale di studio sulla tossicodipendenza ha in sé la risposta – ha continuato Alberti – necessitiamo appunto di uno studio preventivo, di dati chiari – che sono in corso di definizione – e di progetti concreti prima di procedere”.  Ma uno studio preventivo, come anelato da Alberti, è già stato effettuato all’inizio dell’anno dal Pin, il primo ufficiale sul fenomeno dello spaccio a Prato. Studio che confermava non solo la situazione ma giustificava anche le spese sostenute per il progetto “Outsiders”, e cioè  per l’impiego di operatori di strada in centro storico. Di quale altro studio stiamo parlando?

Nel luglio scorso, per attenersi ai dati, gli operatori della cooperativa fiorentina Cat presentarono la relazione sui primi mesi della loro attività in strada. Da questa relazione uscì il numero di consumatori accertati contattati in 20 uscite: 463 tossicodipendenti diversi. Situazione che oggi sembra addirittura peggiorata, secondo quanto ci hanno raccontato.

Sull’onda dell’indignazione per quei numeri comunque, nel luglio scorso Antonio Longo (Prato con Cenni) avanzò la proposta della commissione speciale prima ai giornali e poi, durante il consiglio comunale straordinario sulla sicurezza di qualche giorno dopo, direttamente al Sottosegretario all’Interno Domenico Manzione. Cui parve un’ottima idea. “La commissione – commentò infatti Manzione – può avere dei risvolti pratici interessanti se a Prato siamo di fronte al fenomeno di smercio e consumo di stupefacenti con spacciatori “stanziali” e consumatori “camminanti” (Il Tirreno).

Con la benedizione del Governo, la proposta della commissione venne così approvata all’unanimità al rientro dalla vacanze, lo scorso mese di settembre, e passò agli atti.

Per i curiosi, gli atti dicono che la commissione speciale sulla tossicodipendenza a Prato ha lo scopo di “Monitorare, vagliare, studiare e proporre azioni concrete volte all’abbattimento definitivo delle droghe pesanti, dello spaccio e della tossicodipendenza in città anche attraverso il coinvolgimento del Sindaco, del Consiglio Comunale dei soggetti che operano del settore sociale e sanitario e delle Autorità di Pubblica sicurezza”.

Che ne fanno parte cinque consiglieri di maggioranza (Gabriele Alberti, Massimo Carlesi, Claudia Longobardi, Luca Roti e Paola Tassi, tutti PD), quattro consiglieri di opposizione (Silvia La Vita, Movimento 5 stelle; Antonio Longo, Prato con Cenni; Aldo Milone, Prato Libera e sicura; Rita Pieri, Forza Italia) più il comandante della Polizia Municipale Andrea Pasquinelli, il direttore della Società della Salute Michele Mezzacappa, la direttrice del Sert Antonella Manfredi,  Lucia Giuseppina Livatino e Simone Magazzini (Usl4). Era poi prevista la presenza di un soggetto nominato dalla Prefettura come rappresentante delle forze dell’ordine.

Stabiliscono che “il termine per la conclusione dei lavori della Commissione sia il 31/03/2016“.

E che non viene riconosciuto alcun gettone di presenza ai componenti della commissione.

“Stiano tranquilli i consiglieri pentastellati – chiude la nota di Alberti – la commissione si riunirà quando avrà tutto il materiale necessario per intervenire immediatamente e concretamente, lasciando le chiacchiere fuori dalla porta. Oltre a costituire il solito attacco privo di fondamenta, questo intervento ha del paradossale. O i colleghi del M5S intendono sprecare gettoni di presenza per delle commissioni che di fatto non possono discutere ancora di nulla?”

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