La commissione speciale sulla tossicodipendenza a Prato si riunirà la prossima settimana, con ogni probabilità la mattina di venerdì 16 ottobre.

A volte succede che una polemica, come per esempio quella di ieri tra M5S e PD sulla mancata convocazione della commissione, riesca con  l’amplificazione della stampa a smuovere qualcosa della macchina politica e amministrativa. Ma non in questo caso. Mentre ieri il Movimento 5 Stelle attaccava e il PD rispondeva con qualche difficoltà, l’iter per la convocazione della commissione era infatti già avviato da tempo. Cosa abbia poi spinto il PD a non rispondere con i fatti, e cioè con una frase tipo “cari pentastellati, guardate che l’iter per la commissione non solo è già partito ma la prima convocazione è prevista per la settimana prossima“, rimane un mistero.

Le cose, comunque, sono andate più o meno così. “Ho incontrato Antonio Longo il primo ottobre con l’obiettivo di organizzare una prima convocazione della commissione che permettesse ai suoi componenti di conoscersi e magari di avviare un confronto su dati certi – spiega Gabriele Alberti (PD), che della commissione speciale è il presidente – quando dico dati dico tutti i dati possibili da rintracciare: quelli del Sert e del Pronto Soccorso, quelli degli operatori strada, quelli della Polizia Municipale e quelli forniti da molte altre realtà pratesi come per esempio la mensa La Pira o quelli in possesso di associazioni del terzo settore che lavorano in questo ambito. Quindi non una cosa immediata – aggiunge – perché per metterli insieme, questi dati, ci vuole qualche tempo”.

Ieri pomeriggio poi, la conferenza dei capigruppo ha partorito la data della prima convocazione. “La commissione speciale sulla tossicodipendenza a Prato si riunirà la settimana prossima – conferma Alberti – con ogni probabilità venerdì 16, anche se per confermarlo dobbiamo aspettare la Prefettura, che ancora non ha fornito il nome del suo rappresentate in commissione. La nostra speranza è che un tavolo di confronto così ampio possa davvero riuscire a mettere a fuoco qualche proposta – conclude – e allora sarà un’operazione riuscita in pieno”.

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