Luciano Bozzo, docente di Relazioni Internazionali all’Università degli Studi di Firenze, ha incantato la fitta platea del Cinema Terminale intervenuta martedì scorso (26 gennaio) al terzo appuntamento di #Logos, il seminario annuale itinerante organizzato dai GD Prato e dalla FdS Prato. Affrontando il complicato tema storico-politico del Medio Oriente, il professore ha provato a sintetizzare con chiarezza gli avvenimenti che hanno condotto alla situazione attuale, articolando il discorso sulla base di quattro date che hanno avuto un ruolo chiave.

Le quattro date

1979. Anno che segna la fine di un decennio di forte contrazione per gli Stati Uniti d’America, soprattutto in relazione alla sconfitta in Vietnam e alla crisi petrolifera. È invece anno prolifero per l’URSS, che  attua una forte politica d’espansionismo con l’invasione dell’Afghanistan. Gli Stati Uniti, di contro, iniziano a sostenere i mujaheddin per mettere in difficoltà Mosca. Nel ‘79 scoppia, inoltre, la rivoluzione khomeinista, caratterizzata dal progetto politico teocratico con influenze culturali tipicamente occidentali, totalitarie, e Saddam Hussein va al potere in Iraq nel 1980. Inizia la guerra tra Iran e Iraq.

1989. Cade il muro di Berlino e inizia un vero e proprio cataclisma politico che durerà fino al 1992. La configurazione internazionale ne esce rivoluzionata nello schieramento tradizionale che vedeva protagoniste due potenze contrapposte, gli stati alleati all’una o all’altra, e gli stati neutrali. La fine del bipolarismo comporta una grandissima difficoltà analitica e lo stravolgimento della percezione della guerra. È il momento della disgregazione dell’URSS. Il 2 Agosto 1990 Hussein invade il Kuwait per ovviare al problema dei prestiti e per il petrolio, e tale invasione sarà la coda della guerra tra Iran e Iraq (1980-1988). Nel 1990 inoltre l’URSS perde in Afghanistan, che si trasforma nel loro “Vietnam”, come avevano sperato gli Stati Uniti. La guerra del Golfo, 1990-91, vede i paesi arabi schierarsi con gli USA per cacciare Saddam Hussein, che non accetterà la sconfitta. Negli anni 93-94 gli USA varano la strategia del doppio contenimento, Iran da un lato e Saddam dall’altro, con l’idea che liberalizzando e democratizzando si possa avere un miglioramento economico e allo stesso tempo una riduzione del conflitto, e che liberismo e democrazia, però, vadano promossi con la forza. L’obiettivo è sostituire Hussein, distruggere Ba’th e varare una sorta di piano Marshall per il Medio Oriente. Nel 2003 gli USA entrano in guerra con l’Iraq mirando a Baghdad, cambiando totalmente la loro politica estera che nel 1991 si limitava a ristabilire lo “status quo ante”. Cacciano Hussein e chiunque avesse a che fare con il partito Ba’th: il risultato è fallimentare poiché non c’è più alcuna dirigenza e i sunniti iracheni, che prima avevano il potere, non hanno più la stessa importanza; il malcontento e la disoccupazione contribuiscono alla formazione di Al Quaeda e poi Daesh.

2001. Segna il crollo di Saddam Hussein, l’attacco alle torri e al pentagono ed è un momento di altissima espansione di Al Quaeda, fondato da Bin Laden, che vuole cacciare gli occidentali dai luoghi sacri, distruggere Israele e far rinascere il potere sunnita. La guerra condotta dalla presidenza Bush porta alla nascita dell’ISIS, o meglio di DAESH, criticato da Al Qaeda per l’eccessiva violenza, la distruzione di luoghi sacri e il timore di perdita di consenso.

2011. Segna l’apice dell’entusiasmo nel mondo occidentale per le primavere arabe. Intanto inizia la guerra civile siriana nel quale si è inserito Daesh che nel 2012 si sposta dall’Iraq alla Siria, dove riscuoterà grandissimi successi tra il 2013 e 2014, fino ad arrivare a controllare un territorio delle dimensioni del Belgio. E’ una sorta di stato con le proprie forze, simmetrico e di grande presa, che attira persone da ogni dove e unisce una forte primitività a una modernissima propaganda.

Attualmente, dunque, secondo il professore Bozzo, ci troviamo in un sistema acentrato senza alcun perno a crescente caoticità che non è possibile risolvere in termini tradizionali. Alla spiegazione di Bozzo sono seguite parecchie domande, le principali delle quali su Arabia Saudita, la Turchia, la Nato, le tesi complottiste ed il nesso tra etica e politica.

Maria Logli

Immagine d’anteprima: Guerriglieri dello stato islamico in Iraq – Wikipedia

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