La risposta al servizio delle Iene non si è fatta attendere. Se dopo le dichiarazioni del sindaco il Comune ha dato subito il via a nuovi interventi (fermi di alcuni presunti spacciatori e chiusura definitiva degli ultimi bagni pubblici in centro), si è registrata l’ennesima overdose sul Bisenzio, il procuratore ha spiegato che con le leggi attuali è difficile fare qualcosa e la Prefettura ha rivelato i numeri della propria attività,  da Facebook gli amministratori dei gruppi “Sei di Prato se” e di “Prato si ribella a qualsiasi sistema di illegalità“, rispettivamente 13mila e quasi 5mila iscritti, lanciano un sit in di protesta per dire basta ad una situazione non solo intollerabile che ormai in Italia conoscono in molti, spiega per primo Notizie di Prato.

L’appuntamento è per sabato 6 febbraio in piazza Duomo alle 16. “Il servizio delle Iene sullo spaccio trasmesso domenica sera ha messo in luce in tutta Italia la parte più dolorosa e problematica della nostra città, togliendoci ogni alibi di non conoscere o non sapere – si legge nel documento pubblicato nel gruppo – Prato la città del turismo della droga. Prato la città dove gli spacciatori possono lavorare indisturbati. Prato la città dove permettiamo a giovani e non di rovinarsi la vita senza fare niente. E’ il momento di dire #basta. Di dire #stop a tutto questo”.

“[…] Chiediamo a Questura, Prefettura, Carabinieri, Guardia di Finanza di porre fine a tutto questo, di porre fine allo spaccio e di riportare la legalità e diritto nella nostra città – prosegue il documento – Ci sono alcuni che con tutto questo si sono arricchiti. E sono anche nostri concittadini. Per questo chiediamo in particolare a Comune e Guardia di Finanza di verificare con la massima fermezza e velocità i proprietari degli immobili che hanno affittato senza controllare cosa succede. Solo cercando di guadagnarci il più possibile. E questo è accaduto e sta accadendo in tutta la città non solo nella zona dello spaccio. […] Ci vediamo sabato alle 16 in piazza Duomo alla fontana per un sit-in di protesta. Tingiamoci una mano di rosso e diciamo basta. Facciamo una maglietta con scritto #basta, #stop, #eora oppure portiamo uno straccio bianco legato ad un braccio”.

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