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28,9 – i milioni di euro con cui la Regione nel 2006 finanziò la costruzione della bretella autostradale Lastra a Signa – Prato, la cosiddetta “Bretella Fantasma”. Costruzione mai avvenuta. Nei giorni scorsi si è però concluso il processo e si è concluso con la prescrizione dei reati e con una “sentenza di non doversi procedere” nei confronti del’ex patrone Btp Riccardo Fusi e degli ex vertici del consorzio Etruria Massimo Pagnini e Armando Vanni, che erano accusati di malversazione ai danni dello Stato. Tutto a posto, insomma.

92 – i giorni che mancano all’apertura del nuovo Centro Pecci. La macchina della riapertura sembra cominciare a girare a pieno regime: grande attività sui social, un video promo carino, citazione su alcuni importanti settimanali di settore e non. Era ora.

65 – gli anni del muratore marocchino morto all’ospedale di Prato dopo quella che si è rivelata una caduta dal lucernario di un’azienda in cui era stato chiamato per riparare il tetto. I soccorsi erano stati infatti chiamati per un malore e l’uomo era stato trovato in strada. Solo in seguito, secondo quanto scrivono i giornali, si è capito che l’incidente si era verificato in un’azienda tessile a conduzione italiana, non era stata denunciato l’avvio del cantiere e il muratore non risultava essere assunto nell’azienda edile italiana incaricata del lavoro.

16 – di luglio 2016, giorno in cui è stata aperta un’inchiesta su un poliziotto che avrebbe scritto alcune frasi razziste su Facebook contro la Boldrini e la vedova dell’uomo ucciso a Fermo. Bene, avanti così.

9 – come i suggerimenti contenuti nella campagna di comunicazione pensata dal Comune per la sicurezza della comunità cinese.  Consigli su come ridurre il rischio di scippi e soprattutto su cosa fare in caso di aggressioni, cioè fare quello che fanno tutti gli altri cittadini pratesi: chiamare le forze dell’ordine e sporgere denuncia. A ben guardare, è un progetto per la legalità anche questo, dopo gli scontri di Sesto Fiorentino e l’avvio dell’inchiesta sulle ronde cinesi. E se non vuole continuare ad essere il bancomat di delinquenti (ultimo caso, uno scippo da 12mila euro), la comunità cinese dovrà sforzarsi di aprire conti in banca, usare i bancomat e denunciare i reati di cui da anni è vittima.

2 – come le scazzottate tra magrebini in piazza Mercatale riportate dai giornali negli ultimi giorni, con tanto di dichiarazioni esasperate dei commercianti della zona che non ne possono più. E all’improvviso luglio sembra farsi di nuovo gennaio, quando non si vedeva una soluzione al “degrado” in centro storico. Forse, cominciare a considerare anche piazza Mercatale parte integrante del centro storico e non solo il “parcheggione” della sua vita notturna, potrebbe aiutare ad affrontare la questione nel modo giusto.

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