Un corso di formazione per esorcisti. Da questo annuncio, letto su un quotidiano siciliano qualche anno fa, Federica Di Giacomo è partita per un lungo viaggio alla scoperta degli esorcisti e dei loro “pazienti-credenti”. Il risultato è “Liberami”, documentario che ha vinto la sezione “Orizzonti” all’ultimo festival del cinema di Venezia e che sarà proiettato domani, 11 novembre, al Centro Pecci (21,15, 6 euro), alla presenza della regista.

Attenzione però. Chi si aspetta una discesa nell’horror tipo “Esorcista” rimarrà deluso. “Liberami” tratta piuttosto la discesa nell’animo di tutti coloro, e aumentano ogni anno, che si rivolgono alla chiesa perché pensano di essere posseduti dal maligno, da demoni come “Asmodeo, che distrugge la sessualità, la perverte”, dice un protagonista.

“Ogni anno – si legge infatti nella presentazione del film – sempre più persone chiamano “possessione” il loro malessere, in Italia, in Europa, nel mondo. La Chiesa risponde all’emergenza spirituale nominando un numero crescente di preti esorcisti ed organizzando corsi di formazione. Padre Cataldo è un veterano, tra gli esorcisti più ricercati in Sicilia e non solo, celebre per il carattere combattivo e instancabile. Ogni martedì Gloria, Enrico, Anna e Giulia seguono, insieme a tantissimi altri, la messa di liberazione di padre Cataldo e cercano la cura ad un disagio che non trova risposte né etichette”.

“Liberami” è la storia dell’incontro fra la pratica esorcistica e la vita quotidiana dove i contrasti tra antico e contemporaneo, religioso e profano, risultano a tratti inquietanti, a tratti esilaranti. Vedere l’esorcismo telefonico del trailer, per esempio.

“Un film non sulla religione ma su come la religione può essere vissuta e su come le periferie culturali siano ancora tutt’altro che marginali nella società contemporanea”, conclude la presentazione.

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