A cosa ci servono le droghe, quando a Prato abbiamo il Tpo. “Canapa”, il nuovo spettacolo della compagnia pratese residente al Fabbrichino – in scena fino al 28 giugno – è un vero e proprio trip sensoriale: si tratta dell’ultimo capitolo della “trilogia botanica per Ex Fabrica” e regala un ulteriore passo in avanti per quel che riguarda la sperimentazione delle nuove tecnologie digitali ed interattive in ambito teatrale per il Tpo.

Si tratta di una conclusione, ma anche forse del quadro meglio riuscito per quanto riguarda questa trilogia – dopo “Landskin” (2016) e “Cotone” (2017) -, un mix sensoriale di grande impatto che catapulta nel mondo della canapa sativa. Una visione musicale ed elettronica, miscelata a un paesaggio botanico vivente che comunica con il corpo delle danzatrici protagoniste.

Il corpo, infatti, è un paesaggio che comunica, attraverso la tecnologia e allo spazio in cui è immerso – quasi due tonnelate di fibra di canapa -, la storia di questa pianta, sia come risorsa naturale che come oggetto politico.

In “Canapa” sono presenti gli archetipi di una tradizione colturale dismessa negli anni (70-90) del secolo scorso a causa del proibizionismo ma oggi in via di recupero grazie ad una nuova prospettiva che vede in questa pianta una risorsa universale.

Un’esperienza che non può lasciare indifferenti: le danzatrici modellano le proiezioni attraverso i loro movimenti, che accellerano e rallentano di continuo, mentre un’incessante, incalzante musica scandisce il tempo in un gran bel viaggio psicotropo totalmente legale (e senza aver assunto nessuna sostanza).

Ecco gli orari a cui poter vedere “Canapa”.

dal 19 al 23 giugno
dal 25 al 28 giugno
Ore 21.30
Durata 25’
Teatro Fabbricone (sala Fabbrichino)
Ingresso lato giardino

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