La giornalista di Repubblica Federica Angeli presenta il suo libro “A mano disarmata, cronaca di millessettecento giorni sotto scorta” a Prato, venerdì 28 settembre alle 21 a Palazzo Banci Buonamici

Federica Angeli è quello che si definirebbe, in inglese, un “guard dog”, il cane da guardia dell’informazione, che quando trova la pista non la molla più. Questo è esattamente quello che è successo con il suo lavoro sulla mafia a Roma.

“Era il 2008 quando in solitudine parlavo di mafia autoctona, romana. Tutti insistevano che esisteva solo al sud, che a Roma non c’era la Mafia – scrive sulla sua pagina Facebook –  Io la vedevo. La leggevo nella paura di chi non denunciava. Di chi era lasciato solo. E, seppur derisa, ho sempre continuato a parlarne e a descriverla. Ho fatto solo il mio dovere, niente più. Un giornalista ha l’obbligo di capire per tempo i fenomeni, dar loro un nome prima dei tempi giudiziari, rischiando querele e ritorsioni, minacce e limitazioni della propria libertà. Come è accaduto a me. Ora le sentenze della magistratura mi danno ragione.”

“La mafia a Roma esiste, ma non fa sensazione come quella siciliana, calabrese o campana: gli omicidi di mafia, spiega ancora Federica Angeli, a Roma vengono derubricati come “omicidi di corna”, e intanto “il mondo di sotto ingrassa”.

A mano disarmata è pubblicato da Baldini e Castoldi. All’incontro con Federica Angeli saranno presenti anche il sindaco Matteo Biffoni e la giornalista di Repubblica, Simona Poli. L’evento è organizzato da Adesso Prato, e l’ingresso è libero.

Immagine tratta dalla pagina Facebook di Federica Angeli.

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