Una storia “di (una) parte”, una storia italiana. Dopo il successo di “Gobbo a Mattoni”, nel quale si racconta la storia passata e presente delle case del popolo toscane, il duo Massimo Bonechi e Riccardo Goretti porta in scena la storia del Partito Comunista Italiano nel nuovo “Io sono partito”, che verrà presentato allo spazio Teatrale Allincontro in un prima studio i prossimi venerdì 28 e sabato 29 settembre.

Se il “Gobbo” parlava della comunità che frequentava i “circolini”, adesso Bonechi e Goretti approfondiscono l’aspetto identitario e politico: “è la storia tragicomica – raccontano – di una vita qualunque costantemente intrecciata e legata a doppio filo alla parabola del Partito Comunista Italiano. L’idea era quella di raccontare la storia del PCI, un po’ come se la raccontasse Carl Marx e un po’ come se la raccontasse un babbo toscano”.

Portare in scena un periodo storico italiano vivace e complicato attraverso gli occhi di chi non ha mai compreso eventi più grandi di lui, ma ci si è sempre trovato in mezzo: “questi nostri due spettacoli si toccano in molti aspetti – ammette Bonechi -. Nelle case del popolo si faceva politica, poi sono state lasciate a sé, i rappresentanti si sono allontanati dal sentire più vero della persone. La politica nel periodo che raccontiamo in questo spettacolo, invece, era anche un insieme di ideali in cui riconoscersi, una strada che sovrapponeva la vita dell’uomo a quella del suo Paese. Un’identità che si è persa”.

I posti per partecipare a questo primo studio sono limitati, per prenotare il posto è necessario inviare una mail a [email protected] o un SMS o Whatsapp al 3490943339.

Al racconto dell’uomo si intervallano insomma interventi di personaggi che più o meno lo hanno influenzato: “in questa sua ‘condanna’ di seguire le vicissitudini del Partito Comunista con la propria esistenza – spiega Goretti -, il nostro protagonista si ritrova a parlare con suo padre, poi con Marx e ancora con Berlinguer e lo zio democristiano, senza un filo cronologico o logico, come se fosse dentro a un frullatore di ricordi e riflessioni. Una storia gloriosa fatta di sogni infranti e errori clamorosi, battaglie utopiche e speranze forse mai comprese fino in fondo. Una storia dunque che assomiglia terribilmente a una vita qualsiasi. Solo in grande”.

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