spindles
un rendering dell'opera

“Spindles” di Loris Cecchini è la nuova opera d’arte realizzata per la “Città che non si ferma”, che sarà posizionata nello spazio verde lungo via Cavour, tra il bastione di San Giusto e l’ingresso dell’ex ospedale.

“Spindles”, opera d’arte di Loris Cecchini, è la nuova opera d’arte lungo le mura cittadine di Prato: realizzata per celebrare “la città che non si ferma neanche durante la pandemia e la crisi”, “Spindles” è stata donata alla città dalla Fondazione Cassa di Risparmio in accordo con il Comune di Prato, che hanno scelto insieme la collocazione della scultura. L’opera è in corso di lavorazione e la collocazione definitiva dovrebbe avvenire a breve.

“Spindles” significa fusi, su cui si avvolge il filato. Si tratta di una grande opera modulare in acciaio e alluminio composta da cinquanta elementi, ciascuno diviso in tre parti: “Sono la metafora dinamica della città e dei suoi abitanti in continuo divenire – spiega Cecchini – in cui la singolarità degli elementi individuali si rapporta sempre a un contesto più ampio, al momento collettivo e plurale”. L’opera misura oltre nove metri e gli elementi formano “una sorta di grande diagramma di crescita in cui concetti come entità singolare e collettiva, tecnico e organico, variabile e costante, divengono metafora disegnata di relazione vettoriale e dinamica della città e dei suoi abitanti”.

Loris Cecchini ha collaborato con il Centro Pecci e il Comune di Prato anche per realizzare “Waterbones”, un’installazione permanente allestita sulla facciata della Biblioteca Lazzerini.