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Gabriele Bosi e la carta stampata – Foto Facebook

 

Con l’aria impettita e austera, complice la barba, il nuovo segretario provinciale del PD pratese dimostra ben più dei suoi 29 anni. Ma a Gabriele Bosi, padre fiorentino e madre neozelandese, serve poco per dimostrare lo spirito che lo anima. Quando sorride, per esempio, l’espressione seria con la quale sempre si presenta s’apre all’improvviso e chi non lo conosce si rende conto che il giovane uomo che ha di fronte, tra le altre cose, possiede anche un certo senso dell’umorismo.

Quello che lo rende così serio, ora più che mai, è il compito che lo attende: raccogliere un Pd sminuzzato come quello pratese e portarlo di slancio al traguardo più vicino e importante, la “reconquista” del Comune. “Non sarà una cosa banale ritornare al governo della città – precisa lui per nulla divertito – La giunta Cenni ha fallito, accompagnerà la città al declino e se noi perdiamo anche questo round, quello cioè di aprire la città in un’ottica metropolitana e di tornare a contare, rischiamo di diventare marginali”.

Lo abbiamo incontrato qualche giorno fa, quando il congresso che poi lo avrebbe eletto non era che all’inizio. Una vittoria annunciata, visto il largo sostegno ricevuto dalla sua candidatura, e che ha fatto appena in tempo ad essere festeggiata, visto che la discussione politica è cominciata di gran carriera.

Ma chi è Gabriele Bosi? Quelli che poco si curano della politica pratese ma che per qualche motivo, compreso il piacere della lettura, negli ultimi anni si sono recati almeno una volta alla libreria “Al Castello” lo avranno sicuramente sentito dispensare consigli su questo o quel libro. Una cosa su cui dice di non tirarsi indietro nemmeno con i compagni di partito. “Ho interrotto gli studi universitari per lavorare in libreria – racconta – adesso che è chiusa però mi sono ributtato sulla tesi”. Amante della musica classica, per dieci anni ha pure suonato il pianoforte, Gabriele Bosi sta per laurearsi in Lettere Antiche, “le famigerate lingue morte” dice.

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Bosi alla libreria “Al Castello” – Foto Facebook

Eppure non abbiamo di fronte un intellettuale d’altri tempi, o almeno così sembra. Più di tanti discorsi programmatici o di riflessioni sul centro storico dove abita, è la tesi che sta scrivendo a raccontare forse qualcosa di meno superficiale dell’uomo politico chiamato a guidare il Partito Democratico pratese. La tesi è incentrata sui “Discorsi Sacri” di Elio Aristide, scrittore e retore greco vissuto nel secondo secolo Dopo Cristo. La tesi di Bosi non parla solo di cultura greca, dalla quale è nata la maggior parte della cultura occidentale. Parla soprattutto di un personaggio che poco aveva in comune con gli uomini del proprio tempo. “Elio Aristide era un retore e un ipocondriaco che trascriveva i propri sogni su un diario – spiega Bosi – insomma, grazie a lui noi conosciamo i sogni di un uomo che ha vissuto nella tarda età imperiale, e questa è già una cosa eccezionale. Ma poi sappiamo anche che oltre a trascriverli, i sogni li studiava e li interpretava per curare le malattie al tempio di Asclepio. Un personaggio senza eguali, a suo modo rivoluzionario”.

Letteratura e politica, politica e letteratura. Un legame indissolubile per il nuovo, giovane segretario del Pd pratese. Anche in alcuni dei suoi libri preferiti, caldamente consigliati. “C’è Pamuk, con “Il mio nome rosso”, che è una specie di “Nome della rosa” ambientato al tempo dei sultani – comincia – e poi c’è “Vita e Destino” di Vassilij Grossman, che credo si possa definire il “Guerra e Pace” della Seconda Guerra Mondiale; “Anatomia di un istante” di Cercas e tutto Manuel Vasquez Montalban”.

Incontrata ufficialmente la stampa per la prima volta, Bosi si appresta adesso al tour de force che porterà alle primarie pratesi, in programma il prossimo mese di gennaio. “La scelta del nostro prossimo candidato sindaco non potrà basarsi sulla personalità del singolo ma sulle esigenze di Prato e dei pratesi, sulle cose concrete – spiega – E quindi il Pd pratese dovrà mettere in piedi primarie che sappiano presentare programmi definiti per il futuro della nostra città”.

Il nuovo segretario del Pd pratese ha appena inaugurato un account su Instagram: questa è la prima foto, che ha come didascalia le seguenti parole: “Prima serata libera post-congressuale.”

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