Angela Bosco è una tra le più giovani candidate per il consiglio comunale di Prato. E’ una ragazza di 19 anni di origine sinti. Si presenta nelle liste di Sinistra Ecologia e Libertà. Ne avevamo già parlato in occasione della presentazione della lista del suo partito. Ieri Angela ha pubblicato un documento in cui si “auto intervista” nella quale prova a sfatare alcuni miti e luoghi comuni legati alla comunità Sinti di Prato.
Ve la riportiamo di seguito.

CHI SONO l SINTI?

Non siete abituati a chiamarci sinti perché in Italia si usa la parola “zingari” , ma noi non la useremmo mai perché significa nomade, ladro, asociale; in Italia ci sono soprattutto due gruppi: i rom ed i sinti; i rom con antica provenienza dalle terre dell’est ed i sinti con antica provenienza dalle terre del nord Europa come la Germania, l’Austria, la Svizzera, ma anche la Francia, il Belgio. sono origini antiche perché in Italia ci siamo almeno dal 1400. Qui in Italia siamo circa 17omila rom e sinti, più della metà sono di cittadinanza italiana. Altri sono arrivati dopo la guerra, dall’Europa dell’est.

SEI NOMADE…

Non siamo nomadi, ci siamo sempre dedicati tradizionalmente a lavori ambulanti. Alcuni di noi fanno ancora i giostrai, per esempio, ma non significa che non abbiamo radici in un luogo o in una nazione o che non vogliamo fermarci in un posto. In Italia i miei antenati sono stati pure partigiani, figuratevi se non ci sentiamo italiani. Il fatto che facessimo lavori ambulanti ci ha fatto guardare con sospetto e quando ci fermavamo o tornavamo nella nostra città natale per fermarsi, la gente si impauriva e ci cacciavano. Siamo immaginati da tutti nomadi, ma non lo siamo. Oggi qualcuno fa ancora lavori ambulanti, i ragazzi seguono le scuole come tutti; io ho frequentato il Datini ad esempio…a Prato ci siamo dagli anni Cinquanta.

ALLORA PERCHE‘ VIVI IN UN CAMPO NOMADI

Perché anche lo stato italiano ci ha considerati nomadi e tra gli anni Settanta e gli anni Novanta ha pensato che i campi nomadi potessero essere il posto dove farci abitare. Li hanno costruiti e ci hanno detto che dovevamo vivere lì dentro. Erano luoghi di emarginazione già allora e sono peggiorati ancora. Non siamo noi a volerci vivere e sappiamo che viverci significa far crescere il razzismo verso di noi.

NON VOLETE VIVERE IN CASA…

Anche questo non è esatto. Alcuni dei sinti vogliono vivere In casa, altri ci vivono già. l rom dell’est invece hanno sempre vissuto in casa, arrivano qui e vengono immaginati nomadi e messi nei campi. Noi sinti invece facevamo lavori ambulanti ed abbiamo sempre vissuto in famiglia allargata in case mobili o in roulottes. E’ il nostro modo di vivere tradizionale, ma non vuol dire che siamo pericolosi per questo né che non vogliamo lavarci, vestirci bene, andare a scuola, vivere con gli altri. E‘ solo un modo diverso di vivere: non vogliamo vivere in un campo nomadi senza fogne, senza acqua calda, fuori dalle città. Chiediamo di poter acquistare dei campi privati, creare la nostra micro area, potersi allacciare alle fogne, avere dei bagni in muratura, avere i servizi, poter prendere la residenza in quella micro area; tutto questo costa meno di quanto si spende per i campi nomadi e noi vogliamo partecipare alla costruzione; non vivere in una casa non significa essere pericolosi. Però fate prima, venite a trovarci!

NON PAGATE NIENTE…

Anche questo non è vero. Paghiamo tutti i servizi ed abbiamo delle bollette deIl’Enel altissime perché siamo costretti ad utilizzare stufe elettriche per riscaldarsi.

SIETE LADRI…

Il furto non è una caratteristica né dei rom né dei sinti, come l’essere mafiosi non è caratteristica degli italiani; le statistiche di delinquenza tra rom e sinti sono le stesse del resto della popolazione italiana. Certamente però i campi nomadi sono dei ghetti, c’è povertà e miseria soprattutto in quei giganteschi campi delle grandi città ed allora in qualsiasi ghetto e più facile che attecchisca la delinquenza e che la criminalità organizzata si infiltri più facilmente. Ci sono rom e sinti che vengono arrestati per furto, ma questo non autorizza nessuno a dire che l’intero gruppo dei rom e dei sinti è fatto di ladri, come se fosse una caratteristica genetica. Una cosa simile l’hanno detta i nazisti quando hanno mandato i miei parenti nei campi di sterminio; spero siano concetti ormai superati.

PERCHE’ Tl CANDIDI?

Perché in una città come Prato è importante accorgersi che anche chi viene dipinto come diverso, in realtà e una persona che può portare un punto di vista nuovo che può arricchire la città offrendo soluzioni mai immaginate prima perché mal guardate da altre prospettive. Si possono costruire muri per non vedere chi si immagina diverso oppure costruire piazze in cui ci si incontra e, invece di parlare di quanto siamo diversi, condividere idee e progetti che possono farci stare bene insieme. Noi sintl siamo da sempre persone ospitali ed accoglienti. Chiediamo l’occasione di dimostrarvelo. Nel 2014 io preferisco le piazze ai muri e quindi immagino un luogo nel centro di Prato dove torni la cultura, quella di tutti: una sede polifunzionale e gratuita in cui gli spazi servano per qualsiasi occasione di scambio culturale: libri, mostre, musica, tutto questo può parlare di Prato.

E LA PRATESITA’?

Prato è da sempre un porto di mare, la pratesità, quella bella, è quella che riesce a parlare le mille lingue delle persone che stanno qui. Quante famiglie di Prato hanno origini diverse?

E lL LAVORO?

lo lo sto cercando. come tanti altri ragazzi e ragazze e mi adatterà senza dubbio a ciò che trovo; non ho ricette preconfezionate da offrire, sicuramente molto dipende dalle politiche europee e nazionali, noi sinti da sempre siamo abituati ad adattarci anche in condizioni difficili, ma nella nostra cultura il lavoro resta uno strumento per poter vivere felicemente vicino ai nostri cari ed alle persone a cui siamo legati. Certe politiche che hanno fatto diventare i lavoratori degli schiavi, sempre lontani dalla famiglia e dai figli. noi sinti non le avremmo mai votate; abbiamo troppo rispetto per gli esseri umani. Schiavi lo siamo stati, fino al 1900, in Romania, nel 2014 vorrei immaginare un mondo diverso.

A PRATO QUANTI SIETE?

Circa 200 persone, gli abitanti dei campi di Prato sono praticamente tutti sinti di cittadinanza italiana, sono pochi l rom e loro in prevalenza vivono già in casa.

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