Piazza dell’Immaginario, capitolo due. Perché il capitolo uno c’è già stato l’anno scorso: il progetto di Piazza dell’immaginario, nato dalla volontà dell’associazione Dryphoto Arte Contemporanea e curato da Alba Braza riporta a Prato un’altra volta artisti di fama internazionale con le proprie opere realizzate “su misura” per la chinatown pratese. L’operazione sarà inaugurata domani, venerdì 26 giugno, alle ore 18 nel parcheggio di via Giordano (accanto alla Pam in via Pistoiese).

Piazza dell’Immaginario è un progetto che nasce nel 2014 dalla volontà di rendere migliore e più accogliente il quartiere dove Dryphoto arte contemporanea ha sede e nel quale é condensata, in una piccola superficie, un’ampia diversità di culture, realtà, ambienti socioeconomici, interessi e necessità. Nell’edizione 2015 opere di Francis Alÿs, Olivo Barbieri, Bianco-Valente, Pantani-Surace e Bert Theis si aggiungeranno ai lavori di Andrea Abati, Gabriele Basilico, Bleda y Rosa e del gruppo R.E.P. Revolutionary Experimental Space installati nel 2014. Il percorso espositivo si estende nel quartiere e occupa nuovi spazi attraverso installazioni permanenti, interventi site-specific e azioni. La nuova edizione di Piazza dell’Immaginario è stata introdotta dal convegno “Immaginare le Chinatown – Letteratura della diaspora”.

Gli organizzatori raccontano: “In questo anno, costante è stato l’interesse di offrire altri racconti possibili di quello che è il quartiere, di ciò che quotidianamente vi accade e dell’uso che gli abitanti fanno dello spazio pubblico da quando è nato il progetto: l’azione degli artisti Pantani-Surace che hanno coinvolto il pubblico/abitanti per la creazione della loro opera, la condivisione delle informazioni sulla mostra attraverso diversi video in lingua cinese raggiungibili da codici QR, l’occupazione di spazi dedicati alla pubblicità per annunciare le tappe del progetto, l’utilizzo di Piazza dell’Immaginario per concerti e presentazioni di libri”.

Ora, nel 2015, dopo un anno di convivenza con le immagini degli artisti che hanno partecipato lo scorso anno, si può parlare di continuazione del progetto attraverso la partecipazione di nuovi artisti che con le loro opere diventano parte di questa sfida per fare bellezza ma anche creare relazioni, produrre affetti, cultura, tessuto sociale, divertirsi, condividere esperienze.

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