Katarzyna Kozyra, Cheerleader, 2006, foto Maecin Oliva Soto

Due nuove mostre al Centro Pecci, in partenza entrambe il prossimo 26 luglio alle 18,30.

La prima si chiama “Luogo” ed è firmata dallo scultore Fabrizio Prevedello (fino al 16 settembre); la seconda invece è una selezione da “She Devil Remix” (curatrice Cristiana Parrella – fino al 20 settembre), progetto giunto quest’anno alla decima edizione. Prezzo biglietto: 10 euro, ridotto 7 euro.

She Devil Remix

“She Devil Remix” nasce nel 2006 da un’idea di Stefania Miscetti,  “che ha coinvolto artiste e curatrici italiane e internazionali per un’indagine con cadenza annuale sul tema dell’identità femminile letta attraverso il linguaggio video – spiega la presentazione – la rassegna ha presentato negli anni il meglio della scena internazionale, mettendo insieme autrici molto note ed esordienti e offrendosi come piattaforma aperta in cui si confrontano percorsi di indagine sulla rappresentazione del femminile anche molto diversi, sia dal punto di vista artistico che curatoriale”.

I video presentati al Pecci rappresentano una specie di “best of” della rassegna. Il titolo del progetto è ripreso da un fumetto targato Marvel e dal film del 1989 di Susan Seidelman, e “vuole alludere in modo ironico allo spirito diabolico e bizzarro con cui l’esperienza artistica femminile indaga e attraversa il quotidiano, proponendone spesso un sovvertimento imprevisto”, conclude la presentazione.

Luogo – Fabrizio Prevedello

“Luogo” è un progetto di Fabrizio Prevedello appositamente concepito per gli spazi del Centro Pecci e fa parte di “Level 0”, format di networking che vede la collaborazione con la fiera Art Verona.

“Per la mostra al Centro Pecci – si legge nella presentazione inviata dal museo – l’artista struttura un percorso narrativo, dove le sculture si pongono in relazione una con l’altra, amplificando la struttura di senso interna ad ognuna. Si tratta di opere recenti a cui viene conferito un valore ulteriore per via dell’inedita collocazione e per il dialogo che volutamente l’artista ha inteso creare tra un lavoro e l’altro. Il titolo della mostra, allusivo come spesso accade nella pratica dell’artista, si rifà ad una dimensione spazio-temporale sospesa e evanescente, così come alla molteplicità di significati attribuibile all’idea di luogo, tra spazio urbano, paesaggio naturale, dimensione materiale, ideale o storica”.

“Le sculture presentate al Centro Pecci sono forme plastiche che si relazionano con la tradizione scultorea, che con la loro geometria e il loro cromatismo fanno eco all’architettura e ai suoi elementi strutturali, che si nutrono di opposizioni – il pieno e il vuoto delle forme, la pesantezza e leggerezza dei materiali, il loro essere al contempo transitorie e durevoli – offrendosi così allo spettatore come stratificazione di segni, immagini metaforiche capaci di generare una molteplicità di narrazioni possibili”.

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