244 mila – euro circa è la base d’asta per l’acquisto del Borgo medievale di Mezzana. In rovina, il borgo è composto da dieci edifici in pietra disposti intorno ad una piazza e otto ettari di bosco e oliveti. L’aveva comprato il Comune di Cantagallo dalla Regione per farne un centro didattico e di ricerca. Il project financing andò deserto. Quindi adesso si vende ma sempre un centro didattico dovrà diventare, qualora qualcuno decidesse di comprarlo.

2019  – o al massimo 2020. Sono i questi i termini cui punta Prato per candidarsi a capitale italiana della cultura. L’ha ribadito nei giorni scorsi l’assessore alla cultura Mangani. La candidatura era già in programma come indirizzo di massima, adesso il Comune ci prova davvero. Da qui alla vittoria, naturalmente ci corre parecchio. In bocca al lupo.

358 – è il calibro del revolver che ha scatenato un putiferio e l’ilarità generale venerdì scorso. Una donna che si preparava a correre una gara podistica sulla ciclabile del Bisenzio ha chiamato la polizia dicendo che c’erano un uomo in là con gli anni che si stava avvicinando tenendo in pugno un pistolone. La polizia è arrivata di corsa bloccando l’uomo. Era il giudice di gara e quella che aveva in mano la pistola per dare il via alla gara, che nel frattempo però era partita senza di lui.

98 – i giorni che mancano al grand opening del nuovo Centro Pecci. Nei giorni scorsi, a Milano, è stato finalmente svelato qualche dettaglio in più della “Fine del mondo”, la grande mostra inaugurale. E’ stato pure fornito un dettaglio della destinazione dei nuovi spazi e ribadito quanto sia importante il nuovo centro per Prato e per la Toscana intera.

50 – i metri pedonalizzati di via Settesoldi, forse addirittura meno. E’ una delle strade che negli ultimi tempi ha visto nascere il maggior numero di locali e alcune conseguenti polemiche, come le secchiate d’acqua della scorsa settimana. Nei giorni scorsi, i residenti della strada hanno incontrato il sindaco e tra le tante piccole richieste che potevano avanzare al primo cittadino sulla movida che li riguarda da vicino, hanno scelto la peggiore: riaprite al traffico via Settesoldi. Che poi era anche l’unica decisione presa dal Comune per provare a gestire la situazione della strada. No comment.

6 – sono i milioni con cui la Regione ha finanziato il progetto del Comune di Prato per la “rigenerazione” del Macrolotto Zero, il buco nero della città. A questa cifra il Comune stesso aggiungerà qualcosa, rimodulando gli interventi insieme alla Regione e dando la priorità ai cosiddetti “servizi pubblici”: media library, piazze, un mercato coperto e così via. Le ruspe arriveranno nel 2018, rassicurano in Comune. E’ senza dubbio il progetto più importante che questa amministrazione abbia messo in calendario. Più importante per la città stessa, non tanto per il suo prestigio.

5 – gli anni che uno studio di Cna sul ricambio generazionale individua come punto di non ritorno per l’imprenditoria pratese. Secondo l’associazione di categoria, senza azioni istituzionali e strumenti adatti come i finanziamenti pubblici, entro il 2021 centinaia di piccole e medie imprese sane e ben posizionate sul mercato chiuderanno perché prive di ricambio generazionale. Sono i risultati di uno studio svolto su un campione di 300 imprenditori operanti in vari settori, dal tessile ai servizi, dall’impiantistica alla sanità. Il 37% ha detto che cesserà l’attività nei prossimi anni. La maggioranza del rimanente 43% ha invece detto che lascerebbe volentieri l’attività ai familiari se non ci fossero delle difficoltà. Quali? Soprattutto lo scoglio chiamato burocrazia e la mancanza di figure professionali capaci di rilevare l’attività.

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